#InRavenna Stories – Drogheria San Domenico

Cristina Casadio  ci racconta la bellissima storia di come è nata la sua attività:

“Nel maggio 2016 sono subentrata alla precedente titolare, Maria Silvia, che ha passato una vita qui dentro, più di 40 anni, prima come commessa poi come titolare.
Questa drogheria non è sempre stata qui, lo dice anche il nome, Drogheria San Domenico, perché fino a 32 anni fa era nella via principale di Ravenna, via Cavour vicino alla Chiesa di San Domenico.
Nel 1800 è l’erboristeria dei frati domenicani, poi viene acquistata da un signore di Ravenna che la trasforma in drogheria aumentando la varietà di prodotti in vendita: spezie, spazzole, schiuma da barba e tanto altro ancora che oggi, in questo spazio, non riusciamo più a tenere.
Però da noi si trova ancora un po’ di tutto, dalle cere che si usavano una volta ai prodotti per fare e guarnire i dolci, noccioline, pinoli, mandorle, vari tipi di cioccolato, cedro e adesso abbiamo inserito anche qualche varietà di caffè, tra cui il caffè Quarta di una torrefazione di Lecce che, grazie a mio marito pugliese, conosco da 20 anni e ho deciso di proporre ai miei clienti.

Diversamente dalla signora Maria Silvia, oggi io propongo pacchetti personalizzati, confeziono in maniera originale panettoni, colombe, uova e dolci. Questo particolare servizio mi ha permesso di aumentare il lavoro e promuovere la mia attività anche fuori Ravenna.

C’è un forte e antico legame con questo negozio. Ero una bambina di 5 anni, mia mamma mi lasciava all’inizio di via Cavour e, mentre lei faceva altre compere e commissioni, io mi rifugiavo nella drogheria e la aspettavo per comprare i prodotti per fare i dolci.
Mi sedevo in un angolo e guardavo curiosa e affascinata tutto quello che era esposto e che riempiva gli alti scaffali.
È passato tanto tempo da allora.
Poi, un’altra circostanza fortuita e, devo dire, fortunata mi ha riportato qui dentro.
Fino a qualche anno fa lavoravo con mia sorella nella sua pasticceria, siamo rimaste per 30 anni poi la pasticceria è stata venduta e per un po’ sono rimasta a collaborare con i nuovi titolari, ma ormai sentivo che quel capitolo era chiuso e volevo qualcosa che fosse veramente mio.
Il caso ha voluto che, in quello stesso periodo, anche la drogheria stesse per essere venduta. È stata un’illuminazione!
Se davvero volevo un negozio tutto mio, solo la drogheria poteva essere il posto per me.
È stata un’alchimia, un incrocio di casualità che mi ha fatto comprare proprio questo negozio. Ma d’altronde… una parte di me era già qui dentro da anni…”.

 

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