#InRavenna Stories – Zero4 Pub

#InRavenna Stories

La birreria, anche se dire birreria non è esaustivo, si chiama ZERO4 e i titolari sono 2 che di nome fanno Andrea.
Andrea Baldisserri e Andrea Cristofori non nascono baristi, né tantomeno gestori di attività. La prima esperienza lavorativa la fanno come impiegati in agenzie marittime a Ravenna, anni di lavoro d’ufficio.
Poi succede che, a questo lavoro, Andrea B. deve affiancarne un secondo per gestire meglio le spese quotidiane, cosi comincia a fare il barista in un locale. Questo secondo lavoro cresce molto di più rispetto al primo e, fino a sostituirsi completamente al primo e diventare la professione da portare avanti.

ZERO4 è un nome bizzarro ma quanto mai appropriato per una birreria, perché identifica il volumetrico della birra media e se lo si vede scritto con la riga sotto, l’accostamento al segno presente in molti bicchieri da birra viene del tutto naturale.

Da dove deriva il nome ZERO4? Il nome nasce da una chiacchierata con il suo ex datore di lavoro Yury dove Andrea B. ha fatto le prime esperienze da barista. I due stavano valutando alcuni nomi, successivamente scartati, fra cui Pinta, nome bello ma non tecnicamente corretto perché troppo connotato come termine inglese (mentre loro hanno prettamente birre bavaresi) e Media, carino ma non soddisfacente. Gli occhi si posano sul boccale di birra, maneggiato mille volte, tipico delle birrerie tedesche e si legge il volumetrico, ed ecco il nome.

La storia di ZERO4 è giovane, talmente recente da festeggiare il 20 dicembre 2019 il primo compleanno. I due soci fanno per ora tutto insieme, le dimensioni del locale non presuppongono tanti ambiti da spartirsi in maniera definita. Si dividono le commissioni, la contabilità, l’approvvigionamento della cucina e la promozione esterna del locale.
Poi, dentro il locale, negli orari di apertura, uno si occupa della sala e l’altro cucina.

Lavorano molto sui cocktail perché Andrea B. ha partecipato a vari corsi da barman quindi c’è conoscenza dei prodotti, delle nuove tendenze e sa proporre nuovi gusti anche se al bar ha preferito lasciare spazio a Mario (Emme per gli amici), un ragazzo molto bravo come barista perché lui preferisce accogliere i clienti. Vuole stabilire subito dal primo approccio un contatto con la gente che entra. Accoglie, parla e porta al tavolo, ci tiene a farlo perché, da bravo titolare, vuole coltivare un rapporto diretto con la clientela ed essere un punto di riferimento all’interno
del locale.

La clientela media che frequenta la birreria è sui 25/40 anni, giovani che sanno apprezzare l’ottima birra bavarese, gli hamburger proposti in vari assortimenti e i finger food da spiluccare che compongono il menu e che possono scoprire anche i cocktail e favolosi gin tonic realizzati con una fornita selezione di oltre 30 differenti gin.

Andrea e Andrea sono attenti alle materie prime e all’ambiente e prova ne sono le cannucce d’acciaio per gli spritz e la borraccia dentro la quale servono ai tavoli l’acqua, rigorosamente dal rubinetto!

La sera sono sempre aperti e gli appassionati di calcio possono guardare in compagnia le partite di Champions e quelle della domenica sera.
Da ZERO4 si può prendere anche l’asporto oppure ricevere comodamente i prodotti a casa grazie alla consegna a domicilio. La sala di ZERO4 è a disposizione anche per lauree o altri eventi organizzati preferibilmente a pranzo o a pomeriggio quando il locale può essere fruito ad uso esclusivo.

Un solo consiglio: non dimenticate di prenotare perché il locale è piccolo e si riempie facilmente e ai ragazzi dispiace se i clienti non riescono a trovare posto per sedersi magari dopo aver parcheggiato un po’ distante.

La prossima sfida che impegnerà i due soci è quella di valorizzare il brand con una vera e propria operazione di marketing per promuovere il marchio ZERO4 e farlo conoscere attraverso tutti i canali di comunicazione che oggigiorno ci sono. Vogliono provare a farlo lavorandoci in prima persona perché, come affermano, nessuno conosce il locale, e il valore che racchiude, meglio di loro.

È passato solo 1 anno dall’inaugurazione, ma Andrea e Andrea lavorano con entusiasmo e tante nuove idee e se il buon giorno si vede dal mattino, la loro sarà una fantastica giornata!

Zero4 – Il Pub in Centro

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#InRavenna Stories – Drogheria San Domenico

Cristina Casadio  ci racconta la bellissima storia di come è nata la sua attività:

“Nel maggio 2016 sono subentrata alla precedente titolare, Maria Silvia, che ha passato una vita qui dentro, più di 40 anni, prima come commessa poi come titolare.
Questa drogheria non è sempre stata qui, lo dice anche il nome, Drogheria San Domenico, perché fino a 32 anni fa era nella via principale di Ravenna, via Cavour vicino alla Chiesa di San Domenico.
Nel 1800 è l’erboristeria dei frati domenicani, poi viene acquistata da un signore di Ravenna che la trasforma in drogheria aumentando la varietà di prodotti in vendita: spezie, spazzole, schiuma da barba e tanto altro ancora che oggi, in questo spazio, non riusciamo più a tenere.
Però da noi si trova ancora un po’ di tutto, dalle cere che si usavano una volta ai prodotti per fare e guarnire i dolci, noccioline, pinoli, mandorle, vari tipi di cioccolato, cedro e adesso abbiamo inserito anche qualche varietà di caffè, tra cui il caffè Quarta di una torrefazione di Lecce che, grazie a mio marito pugliese, conosco da 20 anni e ho deciso di proporre ai miei clienti.

Diversamente dalla signora Maria Silvia, oggi io propongo pacchetti personalizzati, confeziono in maniera originale panettoni, colombe, uova e dolci. Questo particolare servizio mi ha permesso di aumentare il lavoro e promuovere la mia attività anche fuori Ravenna.

C’è un forte e antico legame con questo negozio. Ero una bambina di 5 anni, mia mamma mi lasciava all’inizio di via Cavour e, mentre lei faceva altre compere e commissioni, io mi rifugiavo nella drogheria e la aspettavo per comprare i prodotti per fare i dolci.
Mi sedevo in un angolo e guardavo curiosa e affascinata tutto quello che era esposto e che riempiva gli alti scaffali.
È passato tanto tempo da allora.
Poi, un’altra circostanza fortuita e, devo dire, fortunata mi ha riportato qui dentro.
Fino a qualche anno fa lavoravo con mia sorella nella sua pasticceria, siamo rimaste per 30 anni poi la pasticceria è stata venduta e per un po’ sono rimasta a collaborare con i nuovi titolari, ma ormai sentivo che quel capitolo era chiuso e volevo qualcosa che fosse veramente mio.
Il caso ha voluto che, in quello stesso periodo, anche la drogheria stesse per essere venduta. È stata un’illuminazione!
Se davvero volevo un negozio tutto mio, solo la drogheria poteva essere il posto per me.
È stata un’alchimia, un incrocio di casualità che mi ha fatto comprare proprio questo negozio. Ma d’altronde… una parte di me era già qui dentro da anni…”.

 

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