Notte d’Oro Primavera Ravenna • 2019 27 aprile 2019 dalle 18.00 alle 3.00

Ormai è un appuntamento annuale, la notte bianca di Ravenna diventa Notte d’Oro Primavera. Sabato 27 aprile i luoghi più suggestivi del centro storico verranno valorizzati da eventi e spettacoli per ogni tipo di pubblico, legati al tema di quest’anno: la fotografia.

Mostre, proiezioni e incontri incontri sulla fotografia.

Il grande evento centrale della serata sarà come sempre un importante concerto gratuito che quest’anno vedrà salire sul grande palco in Piazza del Popolo i DEAR JACK & PIERDAVIDE CARONE dalle 22.30, preceduti dai giovani di Sanremo Music Awards alle ore 20.00.

Inoltre ci saranno tante altre iniziative, concerti e djset, promossi dai locali del centro storico.

Palazzo Rasponi dalle Teste ospiterà le opere di Alberto Cottignoli e la mostra #arRAngiati edizione 2018. Nel suo cortile interno ci sarà la proiezione del film Moon di Ducan Jone (figlio del compianto David Bowie), con colonna sonora dal vivo a cura di Luca Maria Baldini.

A grande richiesta tornano poi le Spring Snapshot, le cabine per istantanee vintage.

C’è ne sarà una a Palazzo Rasponi e una seconda postazione alla Biblioteca Classense, nella cui Sala del Mosaico prenderà vita la performance Vocography, con le foto di Adam Victor e la voce di Eleonora Velka-Sai. Nella Manica Lunga ci saranno le fotografie della Ravenna di IeriOggi.

Al MAR inaugura la mostra fotografica di Arrigo Dolcini e quella dedicata a Oliviero Toscani.

Scarica tutto il programma dettagliato della Notte d’Oro:

http://www.turismo.ra.it/upload/eventi/notte_d’oro_primavera_2019.pdf

 

 

News:

#InRavenna Stories – Nuova Tessilombarde

Alessandra Val ci racconta la storia della sua attività NuovaTessilombardein Via Gioacchino Rasponi 12/a a Ravenna:
“Quando arrivai, c’era ancora la prima proprietaria, la sig.ra Marinoni …Ho iniziato facendo lo stage come commessa, poiché studiavo legge, poi sono stata richiamata nei periodi delle festività finchè il negozio è stato rilevato da Ivana, la commessa di allora, io sono stata assunta come commessa e dopo 8 anni, quando anche lei se ne è andatin pensione , l’ho rilevato io, ormai 5 anni fa.
Mi è sempre piaciuto il mio lavoro , ho anche fatto un corso di perfezionamento per migliorare , e ora in effetti faccio di tutto e di più, perché bisogna trovare idee, proporre cose nuove e soprattutto aderire agli eventi, fare le aperture straordinarie quando necessario.
Faccio anche consegne a domicilio ai nostri clienti storici che abitano fuori Ravenna, o alle persone anziane impossibilitate a muoversi, negli intervalli di tempo o dopo la chiusura serale. Questo servizio, che ormai non fa più nessuno, lo faceva anche la signora Marinoni, e io continuo, mi sembra giusto.
Comunque negli anni oltre la clientela storica, ho raccolto una clientela più giovane… Per farmi conoscere uso la pagina Facebook pubblicando spesso foto delle vetrine, e la gente mi chiede dov’è il negozio, perché molti ancora non mi conoscono, ma il passaparola … funziona!
Tratto biancheria uomo-donna-bambino 0-16 anni, e tutta la biancheria per la casa, anche tappeti, tende, perfino materassi (su ordinazione da catalogo con consegna diretta a domicilio), inoltre i miei clienti abituali li tratto sempre al meglio, se posso faccio sconti, lascio merce in conto visione, insomma tutto il possibile per le clienti, e loro ricambiano con la fedeltà e… tante lusinghe!
Tra i nostri marchi di intimo abbiamo Triumph, Sloggy, Ragno, e per la biancheria da casa tengo anche marche piú economiche, comunque tuttein cotone e Made in Italy .”
Insomma, un negozio pieno di sorprese!! Non esistono piú posti del genere, e se non l’avete ancora fatto, andateci anche solo per vedere le belle vetrine natalizie.


Dove? #Inravenna centro, dove i negozi hanno una storia.
#siamoinravenna  #biancheriacasa  #intimo  #negoziostorico #nuovatessilombarde  #ideeregalo 

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News:

#InRavenna Stories – Drogheria San Domenico

Cristina Casadio  ci racconta la bellissima storia di come è nata la sua attività:

“Nel maggio 2016 sono subentrata alla precedente titolare, Maria Silvia, che ha passato una vita qui dentro, più di 40 anni, prima come commessa poi come titolare.
Questa drogheria non è sempre stata qui, lo dice anche il nome, Drogheria San Domenico, perché fino a 32 anni fa era nella via principale di Ravenna, via Cavour vicino alla Chiesa di San Domenico.
Nel 1800 è l’erboristeria dei frati domenicani, poi viene acquistata da un signore di Ravenna che la trasforma in drogheria aumentando la varietà di prodotti in vendita: spezie, spazzole, schiuma da barba e tanto altro ancora che oggi, in questo spazio, non riusciamo più a tenere.
Però da noi si trova ancora un po’ di tutto, dalle cere che si usavano una volta ai prodotti per fare e guarnire i dolci, noccioline, pinoli, mandorle, vari tipi di cioccolato, cedro e adesso abbiamo inserito anche qualche varietà di caffè, tra cui il caffè Quarta di una torrefazione di Lecce che, grazie a mio marito pugliese, conosco da 20 anni e ho deciso di proporre ai miei clienti.

Diversamente dalla signora Maria Silvia, oggi io propongo pacchetti personalizzati, confeziono in maniera originale panettoni, colombe, uova e dolci. Questo particolare servizio mi ha permesso di aumentare il lavoro e promuovere la mia attività anche fuori Ravenna.

C’è un forte e antico legame con questo negozio. Ero una bambina di 5 anni, mia mamma mi lasciava all’inizio di via Cavour e, mentre lei faceva altre compere e commissioni, io mi rifugiavo nella drogheria e la aspettavo per comprare i prodotti per fare i dolci.
Mi sedevo in un angolo e guardavo curiosa e affascinata tutto quello che era esposto e che riempiva gli alti scaffali.
È passato tanto tempo da allora.
Poi, un’altra circostanza fortuita e, devo dire, fortunata mi ha riportato qui dentro.
Fino a qualche anno fa lavoravo con mia sorella nella sua pasticceria, siamo rimaste per 30 anni poi la pasticceria è stata venduta e per un po’ sono rimasta a collaborare con i nuovi titolari, ma ormai sentivo che quel capitolo era chiuso e volevo qualcosa che fosse veramente mio.
Il caso ha voluto che, in quello stesso periodo, anche la drogheria stesse per essere venduta. È stata un’illuminazione!
Se davvero volevo un negozio tutto mio, solo la drogheria poteva essere il posto per me.
È stata un’alchimia, un incrocio di casualità che mi ha fatto comprare proprio questo negozio. Ma d’altronde… una parte di me era già qui dentro da anni…”.

 

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#InRavenna Stories – Profumerie Sabbioni

Sessantacinque anni di bellezza
Un profondo legame con il territorio, insieme a una visibilità nazionale garantita dall’appartenenza al consorzio Ethos Profumerie.

Maurizio Sabbioni ci racconta la bellissima storia della sua attività:
“La nostra azienda è stata fondata nel 1953 dai miei genitori che decisero di lasciare il loro lavoro di meccanico e parrucchiera e acquistarono una licenza da rivenditori ambulanti per vendere prodotti ai parrucchieri e alle estetiste.
Giravano per la Romagna con una Topolino rielaborata internamente da mio padre con cassetti e scomparti per presentare spazzole, bigodini e altri prodotti e con una 1100; mia madre fu una delle prime donne a prendere la patente in quegli anni!

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La vecchia Topolino

Enrico con 1100 negli anni 50

Enrico con 1100 negli anni 50

Nel corso del tempo l’attività si è evoluta in un ingrosso per parrucchieri e una profumeria al dettaglio in via Guidone, nel centro storico di Ravenna, che poi abbiamo spostato in via IV Novembre.
Ricordo che da piccolo stavo spesso in negozio con mia madre e il mio gioco preferito era salire sugli scaffali e gettarmi dentro gli scatoloni pieni di riccioli di carta.

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Maurizio Sabbioni con la mamma Loredana

Enrico e Loredana in via Guidone 1978

Enrico e Loredana in via Guidone 1978

Negli anni successivi io e mia sorella abbiamo cominciato ad espandere l’azienda aprendo profumerie selettive al dettaglio che proponevano marche di cosmesi, make-up, igiene personale, accessori, bijoux sempre più qualificate per trasformarsi poi nelle Profumerie Sabbioni che conoscete oggi. Da oltre 20 anni siamo consorziati con Ethos Profumerie, di cui sono il Presidente, che unisce le più prestigiose profumerie del territorio nazionale.
Attualmente siamo la più grande catena romagnola di profumerie con una gestione totalmente familiare, abbiamo 65 anni di esperienza in bellezza, 15 punti vendita, un magazzino all’ingrosso, uno shop on-line, 70 dipendenti e una filosofia all’insegna del servizio e della qualità.

Maurizio e Maria Rosa Sabbioni

Maurizio e Maria Rosa Sabbioni

           Maurizio Sabbioni con la moglie Nicoletta

Maurizio Sabbioni con la moglie Nicoletta

Non abbiamo mai pensato di crescere oltre la Romagna ma abbiamo preferito presidiare il territorio aprendo negozi nei centri storici e nei centri commerciali, né di rinunciare all’ingrosso che è parte della nostra storia e molti consumatori ancora oggi ci apprezzano per la nostra ampia offerta nell’ambito dei prodotti professionali per capelli.
Negli anni non abbiamo mai smesso di investire e da 6 anni abbiamo lanciato anche il nostro shop on-line, in veloce e costante crescita, considerato tra i primi 5 siti più quotati del settore a livello nazionale.
Il sito, oltre a consentirci di acquisire clientela fuori dal territorio, è anche un supporto molto importante per i punti vendita tradizionali, utile in fase sia di pre che di post vendita ed è aggiornato quotidianamente con informazioni, promozioni e iniziative per i consumatori.
Oggi è fondamentale parlare il linguaggio dei giovani, sintonizzarsi sui canali che frequentano, utilizzare il web e i social network al posto dei media tradizionali.
Tradurre l’esperienza emozionale dell’acquisto di prodotti di bellezza dall’offline all’online non è semplice ma la nostra strategia di marketing è da sempre mirata all’attenzione al consumatore e, pensandoci bene, con l’e-commerce facciamo proprio quello che un tempo facevano i miei genitori: “portare il prodotto direttamente a casa al consumatore”.

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La famiglia Sabbioni con il team digital

 

News:

#inRavenna Stories – Podere Pilicca

Il negozio Podere Pilicca è nato da un’idea imprenditoriale di Anna Masoli, nel 1996.
Il particolare nome Podere Pilicca è un modo di Anna di voler ricordare il podere di campagna dove è cresciuta e che da generazioni è di proprietà della famiglia.
La sua passione per la moda le è stata tramandata dalla madre Oride che per oltre 40 anni ha gestito le boutique Rondoni di Ravenna e di Lido di Spina, proponendo i marchi più prestigiosi della moda italiani quegli anni dal 1950 al 1990.
Dopo la chiusura delle boutiques , Anna decide di aprire un negozio in proprio, così  nel 1996 inaugura a Ravenna Podere Pilicca in via Cairoli 16/a.
Nel corso degli anni si sono susseguiti diversi cambiamenti in un primo momento con la creazione di una propria linea di abbigliamento e di una collezione di abiti da sposa affiancate da griffes italiane.
Poi a partire dal 2005 anche la figlia Chiara Roncuzzi entra a far parte dello staff: a questo punto lo stile del negozio cambia decisamente.
I diversi capi verranno acquistati anche in altri paesi quali Francia, Spagna e Inghilterra privilegiando uno stile romantico in cui dominano colori e originalità.
e affiancando all’abbigliamento una linea di accessori e di bigiotteria.
Nel  2008 Podere Pilicca inaugura un 2°punto vendita in centro storico a Bologna, nel  2009 a Cesena, e nel 2010 si apre un negozio di accessori sempre a Ravenna in via Gordini 8.
Tutti i negozi Podere Pilicca sono inconfondibili per i loro capi che pur nella peculiarità dei materiali legati alle stagioni, si differenziano da quelli cosi detti “firmati” per la loro originalità, per l’accostamento di colori, materiali, e non per ultimo, per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Potere visitare il loro sito web  www.poderepilicca.it, o direttamente andare a visitare il loro punto vendita nella prestigiosa via Cairoli, in cetro storico a Ravenna.

Le foto sono state scattate da Gianluca Naphtalina Camporesi , durante la notte D’Oro di primavera

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News:

#InRavenna Stories – Farmacia del portico

Matteo Baracchini titolare della Farmacia del Portico ci racconta:

Provengo da una famiglia di farmacisti, quindi fin da ragazzo sapevo quale facoltà avrei scelto.

Ho sempre vissuto e respirato in questo mondo.
Mia mamma comprò la società nel 1968, allora era una società unipersonale e il titolare era laureato in farmacia, responsabile civile e penale dii tutto quello che succedeva. Adesso il mondo è cambiato, ci sono società di capitali, catene farmaceutiche, si va sui grandi numeri e a volte la qualità ne risente.

Chissà, forse, se non avessi avuto questa storia alle spalle, avrei scelto altro.
Per fortuna, però, il mondo della farmacia e della medicina mi ha sempre affascinato e ho studiato sempre con interesse e oggi continuo a lavorare con piacere.

Sono a contatto con la gente, non è mai un lavoro monotono, do un servizio e sono lieto quando le persone tornano perché vuol dire che si sentono trattate bene e trovano sempre un consiglio e un suggerimento efficace.
È questo che noi farmacisti dobbiamo fare, perché come parte del servizio sanitario nazionale, rivestiamo un ruolo sociale e siamo punto di riferimento per i cittadini.
Non è un caso se nel territorio nazionale carabinieri e farmacisti sono le due rappresentanze più capillarmente diffuse.

Oggi i medici hanno tanti pazienti e meno ore di ambulatorio, hanno molti impegni che li coinvolgono, come la domiciliazione, la presenza e il servizio nelle case di riposo sempre in aumento. La gestione degli anziani e l’aiuto alle famiglie che hanno anziani rappresentano un problema urgente da affrontare e anche la sanità deve far fronte a questa fetta di popolazione che ha bisogno di assistenza e di cure sistematiche.
Il fattore dell’età della popolazione e la parallela impossibilità della famiglia a prestare le necessarie cure quotidiane all’anziano per motivi di lavoro o di vita propria hanno segnato il nascere di molte strutture di riposo e conseguentemente anche il personale medico si trova a dover assistere un numero importante di degenti.
È facile, quindi, che si rischi di perdere quel filo diretto e quel rapporto stretto tra medico e paziente come era anni fa.
Al contrario per le farmacie, la capillarità del servizio è un cavallo di battaglia della nostra professione perché è un obbligo di legge, per noi, presidiare qualunque tipo di territorio… anche perché se la collocazione delle farmacie fosse a scelta tutti aprirebbero in via Monte Napoleone a Milano e nessuno starebbe per esempio in uno dei nostri borghi dove ci sono 100 anime e fai 20 ricette al mese.
Il nostro sistema, invece, tutela i cittadini ovunque risiedano e garantisce alle farmacie un indennizzo che permette loro di aprire salvaguardando la presenza e il servizio ovunque.
Nel mio tempo libero, amo andare in bicicletta e mi accorgo che sperduti nelle colline o nelle nostre prime montagne ci sono paesini dove c’è un’unica farmacia con un farmacista che guadagna veramente poco e non potrebbe continuare se non ci fosse una struttura nazionale che lo affianca e lo sostiene e fa sì che anche quel tessuto cittadino possa avere un punto di riferimento sanitario.
Ogni farmacia ha propri clienti affezionati, perché trovano una persona che li ascolta e che può dare loro un consiglio e offrire una soluzione, nei limiti chiaramente delle loro competenze.
Io non sono uno specialista o un medico diagnostico ma 25 anni di lavoro mi permetto di riconoscere i sintomi delle malattie più comuni e dare qualche consiglio sulle patologie e sui rimedi più efficaci nelle casistiche frequenti.

Avere l’attività in centro, forse, per la farmacia è tutto tranne che un vantaggio. Non a caso le farmacie più grandi sono fuori, nelle periferie o in paesi dove c’è la possibilità di avere un solo esercizio che diventa unico punto di riferimento.
Oggi in centro si ricetta poco perché molti medici non hanno più lo studio qui e hanno preferito spostarsi fuori per essere meglio raggiunti dai loro pazienti che, soprattutto se anziani, hanno difficoltà a muoversi in bici o in autobus e preferiscono farmacie più comode. Anche i residenti in centro sono sempre meno.

Il nostro orario di apertura è spezzato ma sei giorni su sette, garantendo un’apertura di 51 ore alla settimana, il servizio è buono e essenziale e, dietro richiesta del Comune, abbiamo deciso di restare aperti tutti i sabati.
Per ora il nostro fatturato non ci permette di supportare costi di gestione e personale elevati da consentirci di effetturae un orario continuato come molti nostri colleghi.

È già da un po’ di anni che le farmacie, soprattutto nei centri città, lavorano molto sul banco e non con la ricetta, cioè hanno sviluppato la parte relativa alla cosmesi.
Anche noi abbiamo scelto questa strada e offriamo linee e prodotti veramente di buona qualità che hanno allargato la nostra clientela.
Inoltre è attivo anche il servizio Cup di prenotazione, un valido aiuto a chi abita lontano dal centro o in paesi limitrofi che risparmi tempo per prenotare un esame o una visita.

25 anni di lavoro a contatto con la gente, quasi 200 persone al giorno… potrei scrivere un libro di aneddoti!
Il nostro bacino di utenza è mediamente sopra la media come età della clientela e alcuni nostri clienti stanno in negozio anche tre quarti d’ora, ti raccontano le loro storie e magari vengono solo a far due chiacchiere e non comprano niente.
Alcuni vengono dalla campagna e ci portano le mele, i salami, una torta. Vengono da San Bartolo, da Santo Stefano, vengono qui, nella loro farmacia di fiducia, sono clienti storici, con i valori di una volta, persone che ancora cercano un rapporto umano con il loro farmacista di fiducia.
Credo che sia così un po’ per tutte le farmacie, la gente è molto abitudinaria, i dati statistici parlano chiaro, la gente si affeziona ai posti, alle persone e, si spera, per la qualità del servizio che ricevono. D’altronde la nostra professione include anche un certo trattamento verso i nostri pazienti.
I giovani sono abituati in maniera diversa, il loro approccio è un po’ più distante, più “matematico”, non si fermano a chiedere consigli. Hanno molto meno bisogno.
Le donne sono più spigliate, meno pudiche… è verissimo, maturano prima a differenza dei ragazzi che sono ancora un po’ timidi e a disagio quando richiedono farmaci o trattamenti che riguardano il loro intimo.”

La Farmacia del portico è a Ravenna in Via Corrado Ricci 17.

Ravenna centro, dove i negozi hanno una storia

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#InRavenna Stories – Cimatti Gioielleria

#InRavenna Centro vi parla oggi di Cimatti Gioielleria
Massimo, il titolare, ci racconta:

“L’attività nacque subito nel dopoguerra, quando mio padre rientrò dalla seconda guerra mondiale e aprì a Ravenna un’orologeria. Nel 1965 purtroppo venne a mancare, così mia madre portò avanti l’attività facendola crescere fino al 1985 quando io al rientro dal servizio militare, invece di cercare un altro lavoro subentrai e poco dopo anche mia sorella si aggiunge.
Nel 2000 abbiamo sentito la necessità di allargarci un po’ così è 2007 che abbiamo aperto un altro vendita qui vicino, in via Diaz 63, con prodotti diversi rispetto al negozio storico di via Mentana, per un target più in linea con le mode e più adatto al grande pubblico.
Ravenna è una città che, contrariamente a specifiche logiche di mercato (non siamo sulla via Emilia, non abbiamo aeroporti…), pullula di orologerie e oreficerie.
Noi siamo qui da 70 anni, il 15 giugno del 2019 sarò quindi il nostro settantesimo anniversario.
Noi lavoriamo ad personam, abbiamo 2 laboratori orafi e 2 laboratori di orologeria con i quali collaboriamo ognuno per lavori diversi.
Siamo anche comunque rivenditori di prodotti a marchio con un brand per un target medio-alto, io sono specializzato nel “secondo polso”, nel vintage con orologi vecchi.
Faccio ricerca, aste, sono sempre attaccato al computer. È un target di nicchia molto tecnico e molto esperto: occorre essere trasparenti, competenti perché dall’altra parte il 90% delle volte hai un tecnico come te. Questo anche perché sono cresciuto ascoltando le storie dei collezionisti che mi hanno insegnato tanto quando ero giovane.
Il nostro pubblico è romagnolo, siamo forti nei 60/90 minuti di distanza quindi Ferrara, Cento, Bologna, Cesena. Anche perché oggi andare oltre a questo territorio significa andare già nel mercato europeo e bisogna avere la struttura per affrontarlo.
Entrambi i nostri negozi sono strutturati su due locali che separano ciò che è oro da ciò che è oggettistica e regalistica varia, tutta in argento: oggettistica per la casa, regalistica per eventi come nascite, battesimi, cresime. Non vogliamo mischiare i due tipi di clientela, quindi abbiamo differenziato anche visivamente gli ambienti, per l’oreficeria e orologeria occorre avere più tempo a disposizione da dedicare al cliente perché in genere sono regali importanti mentre nell’altro reparto gli acquisti sono più veloci.
Tempo fa ho venduto un orologio a Josè Carreras, il tenore, poi anche altri personaggi di spicco sono passati da me e dal centro di Ravenna, soprattutto una volta quando Ravenna era molto famosa per il Gruppo Ferruzzi, poi la crisi è arrivata e si è fatta sentire un po’ dappertutto.
Aneddoti da raccontare sul lavoro ne ho comunque tanti, come per esempio il regalo per i 100 anni di una signora per la quale ci hanno chiesto di realizzare una collana con 100 perle.

Desideri per il futuro? Mi piacerebbe che ci fossero più attrattive per Ravenna: il centro è frequentato ma, si tende sempre a fare il paragone con città più vive e vivaci come esempio per migliorarsi.”

#InRavennastories da #RavennaCentro, dove i negozi hanno una storia.

 

 

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#InRavenna Stories – La Reverie

Le titolari della Reverie ci raccontano della  loro originalissima idea di ristorazione.

“Siamo amiche da molto prima della Rêverie, è proprio su un lettino in spiaggia al mare che è nato “qualcosa” che ancora non sapevamo come definire o come connotare.
L’unica cosa di cui eravamo certe è che avevamo bisogno, entrambe, di reinventarci, di trovare una nostra personale strada, di fare qualcosa per la prima volta in autonomia, qualcosa che ci rappresentasse.

Succhi, mousse, macedonie, misticanze, verdure tiepide, vellutate. Parole d’ordine: stagionalità e reperibilità a km0.

Non serviamo menù elaborati, ma piatti e portate che rappresentano il nostro modo di mangiare e di essere.
La Rêverie nasce così, nasce come la proposta di un luogo dove potersi fermare e assaporare piatti vegetariani, semplici e gustosi durante la pausa della giornata lavorativa.
Il locale apre alle 10 del mattino fino alle 18,30, orario continuato.
La nostra clientela è trasversale, dai bimbi in fase di svezzamento, per i quali sono perfette le nostre vellutate di verdura, agli studenti e ai lavoratori di ogni età, fino alle signore di oltre 70 anni. È stata una sorpresa bellissima scoprire di avere tanti clienti giovani, forse i primi ad aver capito che cosa fosse veramente La Rêverie.
Ognuno apprezza la nostra qualità e soprattutto sono concordi nel riconoscere che un pranzo vegetariano, curato e gustoso è un’ottima fonte di energia per affrontare il resto della giornata.

La risposta e il gradimento sono stati immediati, all’inizio le persone entravano spinte soprattutto dalla curiosità di capire che cosa fosse l’essenza di questo piccolo locale con questo inusuale nome.

Abbiamo voluto un ambiente accogliente dove il cliente potesse rilassarsi in un’atmosfera quasi casalinga. Noi nella preparazione del menù, che cambia tutti i giorni, mettiamo le attenzioni che avremmo a casa, in famiglia. Questo ci è riconosciuto. Lo sentiamo dell’affetto che molti clienti ci dimostrano e dalla frequenza con cui scelgono il nostro locale.
La Rêverie è come un salottino e durante i 20/30 minuti che ognuno dedica alla propria pausa si crea un’atmosfera veramente piacevole anche per noi che lavoriamo.
L’area verde difronte al locale contribuisce a creare questo piacevole contesto.
A Ravenna siamo state pioniere di queste forme di ristorazione che non sono né bar né ristorante, ma laboratori dove elaborare i prodotti e servirli.
I nostri sono piatti semplici, ma questo non significa che siano veloci da preparare
Poniamo molta attenzione nella variabilità del menù e nella scelta delle materie prime.

La Reverie è in una via defilata del centro e non siamo immediatamente visibili.
Contiamo sui lavori che devono partire per abbellire e riqualificare la zona. Nel primo anno di attività l’amministrazione comunale ci ha premiato come miglior start up e in quell’occasione abbiamo avanzato qualche richiesta affinché, questa strada deliziosa, l’unico scorcio di verde del centro, fosse rivalutata.
Inizialmente era poco curata e frequentata. Con il tempo, con la nostra energia e con qualche intervento del comune, siamo riuscite a rendere il posto sempre più accogliente.
Anche i clienti più restii alla dieta vegetariana dopo una prima prova ci raccontano di come nel pomeriggio siano sentiti bene. Infatti questa alimentazione non dà il picco glicemico, non si ha mai la sensazione di spossatezza, ma piuttosto un buon livello di energia.

Per i prodotti, ci affidiamo a un fornitore che quotidianamente va al mercato di Cesena per noi, inoltre possiamo contare su una serie di produttori a km0 che ci forniscono prodotti biologici e stagionali.
Tutto è fatto a mano rigorosamente. Serviamo anche da asporto, tutto quello che facciamo si può portare via e gustare comodamente a casa, anche i centrifugati e gli yogurt.”

“A volte i clienti ci incitano ad aprire altre sedi come La Rêverie, a Imola, a Cervia, a Roma!!
È entusiasmante e ci onora. Siamo del parere che per svolgere al meglio il nostro lavoro non possiamo sacrificare completamente la nostra sfera personale.
Abbiamo comunque registrato il marchio e siamo disponibili a cedere il nostro know how i il nome in eventuali collaborazioni future”.

 

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#inRavenna Stories – Osteria dei Battibecchi

Nicoletta dell’Osteria dei Battibecchi ci racconta:

“Per raccontare la mia storia voglio partire da quello che facevo prima e cioè… la casalinga annoiata.
Solo e sempre dietro a far da mangiare o seguire la casa.
Non potevo andare avanti molto, non io, una donna vulcanica e creativa che voleva fare qualcosa di diverso.
A 25 anni volevo dedicarmi alla ristorazione, però qualcuno mi consigliò dicendomi che per aprire un ristorante dovevo acquisire molte competenze, conoscere i prodotti e i giusti abbinamenti enogastronomici, quindi optai per qualcosa di relativamente più semplice e aprii una gelateria a San Vitale in fondo a via Cavour che negli anni è diventata gelateria a 5 stelle , poi ne aprii un’altra e nel frattempo frequentavo corsi con maestri eccelsi e noti a livello nazionale come il pasticcere Fulvio Scolari o come Paolo Teverini e tanti altri.
Poi mi sono iscritta all’AIS Associazione Italiana Sommelier , ho frequentato i 3 anni di corso con Maestri illustri che mi ha dato una grande preparazione nel settore.
Insomma, parallelamente alla mia attività nella gelateria, portavo avanti questa mia passione legata a vino e gastronomia.
A un certo punto della mia vita, ero pronta ed era arrivato il momento di buttarmi in una nuova esperienza.
C’era questo locale, che non era affatto così perché era un negozio di abbigliamento, che dava sulla piazzetta delle Poste ora Piazza Unita’ d’Italia , completamente sterrata.
Nel 2002, l’allora Sindaco di Ravenna Vidmer Mercatali mi parlò di un progetto di ristrutturazione e riqualificazione del centro e mi disse che era il momento giusto per muoversi. Sono stata una vera pioniera, perché nessuno credeva che tutto questo si sarebbe avverato .
Restauro totale del locale e nel luglio del 2006 ho aperto l’osteria dei battibecchi.
Successivamente per sistemare la piazza e le strade qui intorno sono passati cantieri su cantieri ma finalmente ce l’abbiamo fatta.

Fin da subito siamo stati inseriti nella Guida Slow Food e da allora l’Osteria dei Battibecchi c’è, penso come unico caso a Ravenna tra le osterie.

La materia prima è di assoluta qualità, in più c’è una mia ricerca personale di perfezione del gusto nella sua semplicità. La mia caratteristica è sempre stata quella di fare cucina non rivisitata e non è affatto semplice bilanciare i sapori utilizzando ricette con pochissimi ingredienti.
Adesso va di moda più la coreografia del piatto che non il sapore.
La nostra “semplice” pasta e fagioli è apprezzata da tutti! Ed è fatta con 3 ingredienti!
Io e soltanto io faccio l’impasto della nostra piadina e vado a occhio! Da sempre… anche perché quando lo peso sbaglio!
In più c’è tutta la passione che trasmetto nei piatti quando cucino.
Come persone, attreverso le nostre mani e il nostro corpo, trasmettiamo flussi, elettricità e impulsi alla materia prima che lavoriamo e diamo un’impronta al nostro cibo, quindi dopo anni di successi e ottimi risultati credo proprio di avere una manina felice!

Dalla mia, ho un palato che è stato educato e affinato grazie ai corsi che ho frequentato, l’ambiente in cui lavoro è sano e pulito e soprattutto “gustoso”. Assolutamente non fumo perché rischierei di non accorgermi o percepire tutti gli odori e le sfumature mentre cucino.

Cerco di fare sempre meglio, magari non ne avrei bisogno ma sono io che mi spingo a migliorare giorno per giorno. Sono una perfezionista e non ci posso fare niente!

Non mi sono fermata al locale, ho voluto fare qualcosa per la mia città, prima ho preso il bar La Tazza d’oro, poi, l’anno dopo, ho preso il Roma, il bar più vecchio della città, l’ho rimesso completamente a nuovo e mi sono allargata acquistando due locali vicini e trasformandolo in un bellissimo ristorante con una vista panoramica meravigliosa in piazza del Popolo.

Qualche problema di salute mi ha fermato e ho lasciato qualche incompiuta ma penso di aver fatto tanto per me e, nel mio piccolo, anche per la mia città. Ho sempre creduto nelle potenzialità di Ravenna fin dal 1985 quando ho cominciato a lavorare in centro.
Adesso è il momento di andare in pensione… ma non smetterò di lavorare, anzi… sto realizzando un’azienda in campagna, a Filetto, con un orto botanico di piante ed erbe dimenticate, con gli animali in libertà per i bambini tipo fattoria didattica.
In più vorrei costruire un’osteria e, perché no, un angolino dove ospitare concerti e musica dal vivo e, dulcis in fundo, un punto di ritrovo per i ciclisti attrezzato. Ho tanto terreno quindi la mia creatività e intraprendenza possono sbizzarrirsi.

Alcuni pensano che l’Osteria dei Battibecchi si chiami così perché litighiamo sempre, assolutamente no! I battibecchi sono un omaggio al rapporto con mio padre, con il quale avevo molti confronti e scontri che mi hanno spinto a incaponirmi nel voler fare di testa mia e andare avanti per la mia strada.
È stato uno sprone per me e ho deciso di dedicare a lui questo locale, che purtroppo non è riuscito a vedere completato ma la sua fotografia e il suo ricordo mi accompagnano sempre.

Anche Sgarbi, tanto noto per litigare e battibeccare con tutti, ha gradito molto il nome quando è venuto per la prima volta. Ha guardato con attenzione tutto il locale ed è rimasto piacevolmente sorpreso dall’utilizzo di luci gialle come una volta. Quest’osteria è frequantata da tanti artisti, è una tappa obbligata di tutte le compagnie teatrali, Alessandro Gassman, Alessio Boni, Paolo Rossi, Branciaroil per esempio, e di tantissimi artisti e musicisti come Paolo Fresu. Il maestro Mario Scaccia, per esempio, anni fa venne a mangiare qui e poi in teatro davanti al pubblico disse che aveva trovato squisite le polpettine dell’Osteria dei Battibecchi!
Alessio Boni come arriva a Ravenna prima viene qua e poi va a teatro, Anna Bonaiuto a volte telefona per sapere se c’è il coniglio perché lo adora. Finito lo spettacolo vengono qua e fanno baracca fino alle 2/3 di notte, si divertono e stanno bene.
Mi è sempre piaciuto ideare iniziative o organizzare eventi ma con il tempo il fisico mi segnala qualche acciacco e stare in piedi fino a tarda notte e ricominciare il mattino presto pronta per lavorare e cucinare comincia a farsi sentire. La testa invece è sempre la stessa!

A volte cerco di delegare ma il risultato non è lo stesso, ma d’altronde… l’ho detto o no che sono una perfezionista?”

E’ incredibile la simpatia di Nicoletta…. un motivo in più per venire a Ravenna centro, dove i negozi hanno una storia.

 

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#InRavenna Stories – Burger Bros

#InRavenna Stories oggi incontra Nicola, il titolare di Burger Bros
“Fin da piccolo ho sempre avuto un po’ lo spirito dell’oste, sono sempre stato quello che in casa stava in cucina, serviva i suoi amici e nonostante abbia fatto altri studi, liceo scientifico prima e storia medievale poi, ho anche lavorato nei locali come cuoco.
Viaggiando all’estero da buon italiano ho sempre trovato lavoro in ristoranti o locali, quello che poi mi è sempre piaciuto.
Ho sempre pensato e creduto che prima o poi avrei aperto qualcosa di mio e visto che a Ravenna mancava questa tipologia di locale, che invece all’estero va molto, ho deciso di seguire il trend e ho coinvolto il mio migliore amico, ed abbiamo aperto l’attività. Ora sta funzionando veramente bene, tanto che stiamo pensando di allargarci perché lo spazio è diventato troppo poco.
Io e il mio socio ci conosciamo sin dall’asilo nido, avevamo entrambi un anno, e un giorno ci scambiammo i giubbotti così i nostri genitori si dovettero conoscere. Abbiamo iniziato a litigare da quel momento in poi, in un rapporto di amore e odio.
Sapevo che nel caso avessi aperto un’attività sarebbe stato con lui, una persona splendida con la quale poter discutere senza paura di fraintendersi anche dal punto di vista economico. Avevo bisogno di un fratello e da qui nasce Burger Bros.
Lui al contrario di me non parla, è più timido, ma me piace condividere il mio rapporto con lui e talvolta pubblico sui social foto di noi due da piccoli, mi piace e funziona.

Non volendo creare un fast food come tanti, abbiamo scelto di concentrarci sulla qualità e sulla presentazione dei panini proponendo materie prime di qualità superiore alla norma.
Ad esempio usiamo solo della fassona piemontese di Selecta, uno dei più grandi fornitori d’Italia (sponsorizza Masterchef). Il nostro pane proviene da un forno qui vicino che lavora con la pasta madre. Cerchiamo di mantenere i prezzi bassi il più possibile nonostante l’utilizzo di prodotti di pregio.
Anche per questo motivo non facciamo servizio al tavolo e non facciamo pagare il coperto, come già accade al nord Italia e nel resto d’Europa già da molti anni. È un buon compromesso, perché abbiamo notato che la gente fa volentieri una rampa di scale in più per mangiare cose buone.
Considerando il mio giro di amici e coetanei pensavo che questo fosse il target del mio locale, invece nel tempo ho notato che questo va dai ragazzi delle scuole superiori nell’ora di pranzo, al pensionato che viene a cena con la moglie.
Molti clienti ritornano complimentandosi per la qualità e la digeribilità della carne.
Diamo inoltre la possibilità di creare il proprio panino scegliendo gli ingredienti con cui comporlo. Questa idea piace un sacco ai bambini, mentre i più grandi sono quasi spiazzati da tutto questa libertà di scelta e si rifugiano nei classici.
Abbiamo anche una buona selezione di birre artigianali, ma non troppi vini, di cui non ho le competenze necessarie e avrei rischiato di fare una scelta sbagliata. Preferisco quindi lasciar lavorare gli altri locali che si intendono di vini.
Cerchiamo di rispettare la stagionalità dei prodotti offrendo nei vari periodi dell’anno una scelta di panini diversi. In autunno c’è la zucca e le sfiandrine, in estate la peperonata e le melanzane, etc.
Questa estate siamo stati chiusi per tre settimane, un periodo di riposo per noi e i nostri dipendenti, e in accordo con la stagione molto calda che non invita al consumo di panini o hamburger in pieno centro. Ma non siamo riusciti a stare fermi e abbiamo organizzato due serate allo Starwake Cable Park, un lago a Porto Fuori, dove praticano il questo sport, Wakeboard, su una tavola trainata da una fune legata a un motoscafo. Qui abbiamo allestito una sorta di picnic a bordo lago con candeline, teli e dj-set, e visto che le due serate hanno riscosso successo lo riproporremo senz’altro il prossimo anno.
L’hamburger si sposa bene con questo genere di sport.

Facciamo anche servizio a domicilio, solo per la sera, perché abbiamo notato che chi lavora in centro molto spesso preferisce sfruttare la pausa pranzo per fare due passi e venire qui direttamente.
Per ora abbiamo solo un motorino , il desiderio è di ampliarsi e allargare il giro delle consegne con più mezzi, che ci permetterebbe di inserirci nel circuito Just Eat, una app molto utilizzata dai ragazzi: saremmo la prima hamburgheria a Ravenna.

Insomma ci stiamo guardando attorno, abbiamo tanti progetti, stiamo funzionando bene e vogliamo cavalcare l’onda!”.

Pagina FB BurgerBrosRavenna

Sito Web www.theburgerbros.it

 

 

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