#InRavenna Stories – Garage Navoni

Per #InRavenna Stories oggi vi parliamo del Garage Navoni 1919 che quest’anno compie nientemeno che 100 anni di attività!

Antonio Navoni il titolare ci racconta questa bellissima storia:

“Tutto è iniziato nel 1919 quando il mio bisnonno Domenico Navoni ebbe l’intuizione di portare a Ravenna in servizio Taxi. Fu anche il primo qui ad avere la “gagliotta”, un mezzo speciale dedicato al trasporto dei carcerati.

Con gli anni cominciò a muoversi per cercare novità, e da Torino, dove stavano nascendo le prime auto OM/OM Superba, fu il primo a portare a Ravenna i primi “noleggi con conducente”: il conducente era sotto la pioggia, mentre il cliente stava dentro al coperto, con tutti i servizi, gli interni in raso, vasi di fiori …
Poi l’attività passò a mio nonno Roberto, poi a mio pare Andrea, e infine è passata a me, Antonio, che sono la quarta generazione.

Questa attività è nata subito dopo la prima guerra mondiale, quando il paese cercava di rialzarsi ma aveva tutte le ossa rotte, e poi arrivò la seconda guerra mondiale, dove qui a Ravenna ci sono stati veramente molti problemi…
Succedeva che arrivavano le truppe nazifasciste e sequestravano tutto.
In una sera mio nonno e un suo amico, tirarono su un muro e nascosero un’automobile, togliendole le ruote. I tedeschi confrontando il luogo con la piantina, capirono il trucco e buttarono giù il muro trovando l’auto, ma senza ruote non si poteva spostare. Così in qualche modo riuscirono a… “sgavagnarsela”!
Successe che, alla fine della guerra mio nonno aveva murato altre due macchine, e con un suo amico andarono in campagna e sotterrarono molti bidoni di benzina. Finita la guerra, gli eserciti se ne andarono e a Ravenna non rimase più nulla.
Oltre a tutto il resto, la gente non aveva più né auto e né benzina.
Così mio nonno tirò fuori sia le macchine che la benzina che aveva nascosto: in quel momento aveva il monopolio. Però una granata aveva distrutto la rimessa dove adesso c’è il Garage La Torre, e aveva distrutto tutte le 18 macchine che c’erano… Quindi dovette comunque ripartire da zero.
Ho ancora le foto di Piazza del Popolo sotto la casa del fascio, con mio nonno davanti alle sue auto e i suoi vari autisti.
In quegli anni, per lavorare, bisognava avere la tessera del fascio, il mio bisnonno a suo tempo non la volle mai fare, ma mio nonno che aveva bisogno di lavorare per mantenere la famiglia, era obbligato a farla, ci provò varie volte ma gli strapparono sempre la richiesta, perché non volevano farlo lavorare. Per fortuna attraverso persone influenti che vollero aiutarlo, riuscì infine ad ottenere questo permesso.
L’attività venne gestita per molto tempo da mio nonno, che fu per molti anni l’autista personale del vescovo di Ravenna, e poi da mio padre, che lavorò per la Ravenna del boom economico, quindi il gruppo Ferruzzi, Gardini, tutto il polo chimico e industriale di Ravenna, il polo nautico e tutto il lavoro che c’era intorno al porto. Quindi mio padre ha vissuto gli anni del massimo splendore economico della città che, dopo il ‘93, con la morte di Raul Gardini, è caduta in un baratro da cui non ci siamo ancora ripresi.

Io lavoravo come facchino al porto di Ravenna, e quando se ne andò la persona che si occupava del garage con mio padre, lui mi propose di riprenderlo in gestione io e lui insieme, e adesso praticamente lo gestisco io, mio padre mi da una mano.
Certo anche le donne della famiglia hanno sempre lavorato e aiutato, mia nonna Giovanna, la mamma Stefania…
La nonna Giovanna dice: “mia suocera Maria era veramente una grande donna, guidava le automobili, che in quegli anni non era una cosa per tutte le donne, ci voleva del coraggio”.

Amo il mio lavoro. Oltre ad essere l’attività di famiglia, io qui ci sono nato e tutt’ora ci vivo.
Ora offriamo i servizi di posteggio ( al massimo siamo riusciti a sfruttare una capienza di 85 auto, ma mediamente ne consideriamo circa 70) , di rimessa auto, manutenzione e rimessa biciclette. Sono convenzionato con gli hotel e B&B di Ravenna. La gente mi lascia l’auto e prende la bicicletta per andare in centro e viceversa.

…E così sono 100 anni di attività quest’anno, ora siamo in fase di progettazione per capire se fare un evento…. decideremo con calma!”

#Inravenna , dove anche i negozi hanno una storia… e che storia!

 

 

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